Lo stato dell’arte delle conoscenze
Una dieta variegata ed equilibrata è fondamentale. In effetti, da molto tempo sappiamo che nessun cibo fornisce tutti i componenti di cui ha bisogno l’organismo per rimanere in buona salute.
L'alimentazione moderna, apparentemente abbondante e diversificata, dovrebbe ampiamente fornire i nutrienti e micronutrienti essenziali al buon funzionamento dell’organismo.
Ma non sempre accade.
Una dieta che fornisce meno micronutrienti
Dalla fine degli anni ottanta, grandi studi epidemiologici hanno evidenziato la diminuzione della densità di micronutrienti dell’alimentazione, cioè un ridotto apporto micronutrizionale in alcune fasce della popolazione. Questi deficit di micronutrienti riguardano soprattutto le vitamine del gruppo B, il magnesio, il ferro e lo zinco.
In altre parole, si è accertato che, nonostante la sua ricchezza calorica, l’alimentazione attuale può essere povera di micronutrienti, addirittura «vuota»!
Perché si parla di «calorie vuote»?
Quando il contenuto di micronutrienti di un cibo è alto e il suo apporto energetico (o calorico) basso, si parla di «densità nutrizionale alta». È il caso, per esempio, della frutta e della verdura.
Invece, quando l’apporto energetico è alto ma il contenuto di micronutrienti basso, si parla di «densità nutrizionale bassa».
Si parla di «calorie vuote» per indicare tutti i prodotti con una densità nutrizionale bassa. Si tratta spesso di cibi molto zuccherati e/o grassi: per esempio i dolci, i prodotti da forno, le barrette di cereali, le caramelle, le bevande zuccherate, i gelati, i salumi, le patatine fritte, i burger oppure numerosi piatti pronti.
Il fabbisogno di micronutrienti cambia a seconda delle persone
Non siamo tutti uguali di fronte a queste carenze micronutrizionali. Per certe persone, l’impatto è minimo, per altre, questi deficit possono originare disfunzioni che a loro volta possono favorire la comparsa di malattie o peggiorarle.
Di fronte a tali disparità, le attuali conoscenze scientifiche possono fornire diverse spiegazioni.
La capacità di assimilazione dei micronutrienti varia da persona a persona
Dipende dal buon funzionamento degli organi digestivi (secrezioni epatiche, biliari, pancreatiche, ecc.) e del buon equilibrio dell’ecosistema intestinale, lui stesso influenzato dallo stato del microbiota (o flora batterica intestinale).
In effetti, l’assunzione di antibiotici, i disturbi digestivi cronici (stitichezza, gonfiore, ecc.), una gastroenterite o uno stress prolungato agiscono sull’assimilazione dei micronutrienti che non potrà essere ottimale.
Il fabbisogno di micronutrienti varia da persona a persona
È legato a predisposizioni genetiche nonché allo stile di vita (sedentarietà, stress, ecc.). Certe persone sono quindi «sobrie» in termini di micronutrienti quando altre ne «consumano» di più.
Il consumo di micronutrienti varia lungo tutta la vita
Per esempio, aumenta quando l’organismo è sottoposto a uno stress (fisico o intellettuale), a maggior ragione quando questo stress è intenso o prolungato.
È più importante nella donna in gravidanza.
È anche influenzato da fattori ambientali quali il fumo, il consumo di alcol ma anche malattie, soprattutto quando sono lunghe e croniche (all’origine di uno stato infiammatorio e/o di disturbi digestivi).
Infine, l’assunzione di certi farmaci può impoverire le riserve di micronutrienti.
Fonti:
- Didier Chos (2014) En bonne santé grâce à la micronutrition. Editions Albin Michel.
- Etude ESVITAF : Herbeth B, Potier de Courcy G, Sancho J, Bourgeay-Causse M, Carreguery G, Chau N, Delacoux E, Le Devehat C, Lemoine A, Mareschi JP, et al. "ESVITAF". Survey on the vitamin status of the French: relationships between nutrient intake and biochemical indicators. ActaVitaminol Enzymol. 1985;7(3-4):207-15.
- Etude de Bourgogne : de Carvalho MJ, Guilland JC, Moreau D, Boggio V, Fuchs F. Vitamin status of healthy subjects in Burgundy (France). Ann NutrMetab. 1996;40(1):24-51.
- Etude du Val de Marne : Hercberg S, Preziosi P, Galan P, Deheeger M, Papoz L, Dupin H. Dietary intake of a representative sample of the population of Val-de-Marne; III. Mineral and vitaminintake. RevEpidemiol Sante Publique. 1991;39(3):245-61
- Etude SU.VI. MAX : Hercberg et al. Communiqué de la coordination nationale SU.VI.MAX. 1998.
- Vernay M et coll. Statut en vitamine D de la population adulte en France : l’Etude nationale nutrition santé (ENNS, 2006-2007). BEH 24 avril 2012/ n°16-17.
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