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La competenza Micronutrizione

Studia l’impatto dei micronutrientri sulla salute, valuta le carenze, corregge e ottimizza lo stato micronutrizionale dei pazienti.

La carenza di micronutrienti e le sue conseguenze

La carenza di micronutrienti ha conseguenze sulla salute. Al di sotto di una certa soglia, i deficit possono originare gravi patologie. 

La vitamina C

La vitamina C, o acido ascorbico, interviene nella formazione dei tessuti (pelle, scheletro, tendini, legamenti, ecc.), favorisce l’assorbimento e lo stoccaggio del ferro e stimola le difese dell’organismo.

 

Il deficit di vitamina C era all’origine dello scorbuto che provocava stanchezza, sanguinamento delle gengive, lividi, dolori articolari e muscolari e poteva portare alla morte. Oggi, lo scorbuto è scomparso ma esistono carenze di vitamina C. Numerosi studi hanno mostrato che la vitamina C, grazie alle sue proprietà antiossidanti e antiinfettive, svolge un ruolo nel buon funzionamento del sistema immunitario e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, di certi cancri o di patologie ORL.

La vitamina B9

Il suo ruolo è fondamentale nella donna incinta. La vitamina B9, o acido folico, interviene nella chiusura del tubo neurale dell’embrione. In caso di carenza, provoca malformazioni del futuro midollo spinale del bambino (spina bifida) che può originare gravi disabilità nel nascituro o addirittura il decesso. La scoperta di questa malformazione conduce il più delle volte a un’interruzione medica della gravidanza.

 

Si stima che circa una donna su due in età fertile presenti una carenza di vitamina B9, esponendola quindi a questo rischio.

 

Le autorità sanitarie consigliano, in via preventiva, la supplementazione di acido folico in tutte le donne, 4 settimane prima del concepimento e fino a 8 settimane di amenorrea, alla dose di 0,4 mg al giorno. Nelle donne con un rischio elevato (storia di malformazioni), questa supplementazione viene realizzata con un dosaggio più importante (5 mg al giorno) tramite farmaci.

La vitamina B12

La vitamina B12, o cobalamina, interviene nella sintesi del DNA e degli acidi grassi, nella produzione di energia e nel funzionamento del sistema nervoso. Parte del fabbisogno di vitamina B12 è coperto dal cibo (carne, fegato, pesce, uova, formaggi in particolare), l’altra parte è sintetizzata dal microbiota intestinale. Un deficit si manifesta con una stanchezza generale prima, con disturbi del tono dell’umore e della memoria dopo.

 

Le persone a rischio deficit sono soprattutto quelle che seguono una dieta vegana o con condizioni infiammatorie croniche dell’intestino nonché le persone anziane che assimilano meno bene questa vitamina.

La vitamina D

Questa vitamina favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo nonché il rimodellamento osseo.

Antirachitica, è anche importante per lottare contro le infezioni. Gli studi dimostrano che ha un effetto antitumorale e che svolge un ruolo nella protezione cardiovascolare.

 

L'alimentazione fornisce gran parte della vitamina D, i pesci grassi essendone una delle migliori fonti. Il resto viene sintetizzato dall’organismo stesso sotto l’azione dei raggi ultravioletti del sole.

 

Per garantire una sintesi sufficiente di vitamina D, è consigliato un po’ ogni giorno esporre gli avambracci al sole, per esempio tirandosi su le maniche: bastano dai 15 ai 20 minuti.

 

Il 50% degli Svizzeri, giovani o anziani, presenta una carenza o un deficit di vitamina D e più del 70% non raggiunge la concentrazione ottimale, a volte a causa di una mancata sintesi da parte dell’organismo (legata all’età o, d’inverno soprattutto, all’insufficiente esposizione al sole) o dell’aumento del fabbisogno, nei bambini o la donna incinta per esempio.

 

Questa carenza può portare al rachitismo nel bambino e a un rischio di deficit di formazione ossea nell'adulto in grado soprattutto di favorire l’osteoporosi. 

Chi è a rischio di carenza di micronutrienti?

Alcune persone possono presentare un rischio maggiore di carenza di certi micronutrienti. Si tratta per esempio dei bambini, durante tutto il periodo della crescita, ma anche degli adolescenti o di qualsiasi altra persona con una dieta molto squilibrata o restrittiva, delle donne incinte, delle persone anziane e degli sportivi.

La vitamina K2

La vitamina K2 svolge un ruolo chiave nella salute delle ossa e del cuore. Favorisce la fissazione del calcio laddove utile, cioè nelle ossa, e il non accumularsi nelle arterie.

 

Una carenza di vitamina K2 può favorire l’alterazione della mineralizzazione ossea, aumentando il rischio di osteoporosi, e contribuire alla calcificazione dei vasi sanguigni, il che può nuocere alla salute cardiovascolare.

 

Le fonti di vitamina K2 sono i cibi fermentati come il natto, i formaggi stagionati, il tuorlo di uova e il fegato. Le persone anziane, quelle con un microbiota intestinale squilibrato o che prendono certi farmaci presentano un rischio maggiore di deficit.

La sinergia tra le vitamine D e K2

La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio, mentre la vitamina K2 garantisce che il calcio venga correttamente utilizzato, convogliandolo nelle ossa, evitando i depositi nelle arterie.

 

Quando si assume la vitamina D da sola, senza una quantità sufficiente di vitamina K2, il calcio può andare nella direzione sbagliata. Ragione per la quale numerosi esperti consigliano di combinare le due vitamine, per rinforzare il tessuto osseo.

Lo iodio

Lo iodio è un oligoelemento essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei. Questi svolgono un ruolo maggiore nello sviluppo cerebrale e di numerose funzioni metaboliche dell’organismo. Lo iodio è presente nel sale da tavola arricchito, i frutti di mare, il pesce e le alghe.

 

Nell’adulto, una carenza di iodio può provocare stanchezza, perdita di capelli, stitichezza, sensazione di freddo, crollo del tono dell’umore, secchezza cutanea. Nel bambino, può soprattutto disturbare lo sviluppo cognitivo e causare insuccesso scolastico.

 

Le persone che più rappresentano un rischio di deficit o carenza di iodio sono le donne incinte perché durante la gravidanza il fabbisogno di iodio aumenta molto, i vegani e le persone che seguono una dieta povera di sale

Il ferro

Il ferro entra nella costituzione dell’emoglobina, pigmento dei globuli rossi, il cui ruolo è trasportare l’ossigeno verso i tessuti. I primi sintomi di una carenza sono la stanchezza, il pallore, l'affanno e una tendenza più importante a sviluppare infezioni.

 

Le fonti principali di ferro sono i cibi di origine animale (carni, fegato, ostriche, ecc.) ma anche certi vegetali quali i legumi in particolare. Tuttavia, l’organismo assimila meglio il ferro di origine animale che di origine vegetale. La vitamina  C favorisce l’assorbimento gastrointestinale del ferro quando si assumono contemporaneamente.

 

La carenza di ferro è, secondo l’OMS, quella più diffusa al mondo.

 

Le cause principali di deficit o carenza di ferro sono le perdite di sangue croniche (mestruazioni abbondanti o prolungate, sanguinamento digestivo, emorroidi, ecc.) e un apporto alimentare insufficiente, per esempio in seguito a una dieta squilibrata di tipo vegetariano o vegano.

 

Gli stati infiammatori cronici, l’obesità e la gravidanza sono anche fattori di rischio per la carenza di ferro, dovuta alla diminuzione dell’assorbimento intestinale o all’aumento del fabbisogno.

Il magnesio

Il magnesio è coinvolto in quasi tutte le funzioni metaboliche del corpo.

 

Interviene nella trasmissione dell’impulso nervoso, il rilassamento muscolare, l’equilibrio acido–base e cardiovascolare, la formazione dei tessuti.

 

I primi sintomi di una carenza di magnesio sono il nervosismo, la stanchezza, i tremori, i disturbi del sonno, i crampi muscolari, l’aumento della frequenza cardiaca.

 

Il magnesio è presente nei legumi, i cereali integrali, la frutta a guscio (noci, mandorle, ecc.) che la dieta moderna tende a trascurare.

 

Secondo i dati, gran parte della popolazione svizzera è carente di magnesio. Le persone anziane, quelle che soffrono di alcolismo cronico oppure chi è stressato spesso hanno problemi di carenza di magnesio perché queste situazioni sono maggiormente legate a un malassorbimento di questo minerale.

Fonti :

  • Bertrand Guérineau (2010) Les secrets de la micronutrition. Editions Albin Michel.
  • Le guide des compléments alimentaires 2010. Editions Vidal.
  • Etude nationale nutrition santé (ENNS), Bulletin épidémiologique hebdomadaire de l’Institut de veille sanitaire (InVS) n° 16-17, 24 avril 2012
  • Etude SU.VI.MAX (Spplémentation en Vitamines et Minéraux Anti-oxydants), Dr S. Hercberg, 1994 -2003
  • https://www.anses.fr/fr/content/les-vitamines-par-le-menu
  • « Acide folique et grossesse », La Revue du Praticien, novembre 2016.